martedì 2 febbraio 2016

IL VIDEOVERBALE ( autogestito )


Il videoverbale non è la semplice  videoregistrazione  di una riunione, ma la sua indicizzazione, eventualmente accompagnata dalle trascrizioni letterali degli interventi dei partecipanti o dalle loro sintesi. Ciò rende possibile accedere direttamente a qualsiasi intervento semplicemente cliccando su un link. L'utilità di tale strumento è abbastanza evidente, tanto che molti organi istituzionali la utilizzano ( si veda per tutti http://webtv.camera.it ) essendosi dotati di apparati di videoregistrazione e facendo in molti casi gestire la parte di trascrizione a ditte specializzate come questa: www.magnetofono.it 

La buona notizia è che un videoverbale può essere facilmente realizzato a costo zero, senza l’intervento di personale specializzato, utilizzando smartphone o tablet e una particolare funzione di youtube che permette di raggiungere immediatamente il punto dove parla un certo relatore semplicemente cliccando su un link. ( qui un esempio  )

Data la vasta gamma di situazioni possibili, è difficile valutare quanto e in quali casi la realizzazione di un videoverbale può effettivamente rivelarsi utile ( tenendo conto che esistono anche altre metodologie di stesura di verbali condivisi )
Si può tuttavia pensare che, data la possibilità di linkare (e quindi di citare) direttamente i singoli interventi, l'uso del videoverbale possa essere particolamente utile per collegare le riunioni in presenza con prassi di comunicazione via internet.


Vediamo prima come registrare e poi come trasformare la registrazione in un videoverbale.

Registrare

Praticamente tutti i telefonini e i tablet hanno la possibilità di effettuare registrazioni audio e video di qualità e durata adeguate allo scopo. Ad esempio un videofonino economico con una scheda di memoria da 4 gigabyte può registrare, a seconda della qualità del video, da 3 ore e mezza a 15 ore. 

Ovviamente si può utilizzare anche una videocamera normale, è però da notare che la maggior parte delle videocamere non registrano in un formato ottimizzato per il caricamento in rete, rendendo così necessaria una transcodifica prima del caricamento in Internet.

Che si tratti di videofonino, tablet o videocamera, il dispositivo di registrazione può essere tenuto in mano da un altro partecipante alla riunione e passato via via ad altri, o (molto meglio) può essere montato su un supporto adeguato e posizionato di volta in volta davanti a chi ha la parola in quel momento ( in questo modo funge da "testimone" e facilita il lavoro del moderatore/facilitatore).
In commercio è possibile, ma non facile, trovare supporti da tavolo per videofonini o tablet abbastanza robusti da poter essere facilmente spostati da un oratore all'altro, la foto sotto mostra due supporti "da tavolo" facilmente realizzabili in casa ( più avanti spiego i dettagli costruttivi ) 


 Se si ha a disposizione un buon collegamento internet è anche possibile effettuare uno streaming, esistono numerosi servizi a pagamento e gratuiti ( si veda ad esempio qui ) ma se si vuole realizzare un vero videoverbale conviene utilizzare l'apposita funzione di you tube  per poter successivamente indicizzare il video.



Se non c'è un tavolo il dispositivo può essere tenuto su un treppiede al centro del circolo di sedie e puntato di volta in volta verso chi ha la parola. Esistono in commercio supporti per smartphone e tablet che si possono collegare a cavalletti fotografici o stativi per lampade. Se è disponibile si può usare un leggio per spartiti musicali













Accortezze per la registrazione: se l'ambiente è rumoroso bisogna tenere il dispositivo il più possibile vicino all'oratore di turno. Bisogna tener presente che, se nell'inquadratura vengono inclusi elementi molto luminosi, come lampade o finestre, il diaframma si chiuderà e i soggetti diventeranno molto scuri. Per questo motivo, se il locale prende luce da finestre, è consigliabile disporre i partecipanti in modo che nessuno abbia la luce alle spalle. Se il dispositivo lo consente, si può utilizzare l'esposizione manuale.
Bisogna anche fare attenzione che nelle opzioni di registrazione non sia inserito un limite alla durata della videoregistrazione. In ogni caso, prima di registrare una riunione è bene fare almeno una prova !!!


Condividere


Una volta finita la riunione il video può essere caricato su youtube.
You tube offre una funzione estremamente utile, ovvero la possibilità di puntare direttamente un punto specifico di un filmato semplicemente aggiungendo le coordinate temporali del punto che ci interessa in coda all'indirizzo del video.
Infatti se all'indirizzo del video (che si ricava cliccando sul pulsante "condividi" che si trova sotto a ogni video youtube) http://youtu.be/ZelEpAdkVlI si aggiungono i tre caratteri " ?t= " seguiti dall'indicazine del tempo in minuti e secondi (ad esempio " 57m38s " ) otterremo questo link " http://youtu.be/ZelEpAdkVlI?t=57m38s " che ci porterà direttamente al punto voluto.
In questo modo risulta molto semplice realizzare dei verbali come questo:
http://comitativeneto.altervista.org/wiki/index.php?title=Convegno_Padova_-_29_Novembre_2014#Videoregistrazioni_gruppo_TERRA

Un esempio pratico:

(ometto le istruzioni per caricare il video su YouTube, basta seguire le istruzioni sul sito. Ovviamente non conviene operare da una connessione a consumo, dato che si va a trasferire una mole considerevole di dati; inoltre, per caricare video più lunghi di 15 minuti il sistema vi chiederà - una volta per tutte - un numero di telefono)
 
La prima opeazione da fare è  individuare i punti di inizio di ogni intervento . Questo può essere fatto anche sul video già caricato su YouTube, facendo riferimento al "tempo dall'inizio"




 Tuttavia comandare con precisione l'avanzamento del video già on-line non è molto semplice, per cui questo lavoro conviene farlo sul file che si trova sul vostro computer.
 Qui sotto la schermata del diffuso programma di visualizzazione VLC ; per rendere più veloce e preciso il lavoro si può cliccare sulla finestrella della velocità che può essere aumentata o ridotta fino a quattro volte.

 Il lavoro viene molto agevolato se durante la riunione, oltre ovviamente al nome di chi interviene, qualcuno ha annotato, anche approssimativamente, il tempo dall'inizio della registrazione.
I tempi, per quanto già detto prima, vanno annotati nella forma ZhXmYs dove Z sono le ore, X i minuti e Y i secondi. I valori uguali a zero si omettono.

Si avrà quindi un elenco con questo aspetto:

27m2s  Giovanna Deppi (Cadore Acqua bene comune e PerAltreStrade) 
32m40s Giancarlo Cecchinato (M5Stelle)
34m57s Michele Boato 
45m50s Gianni Tamino 
50m37s Vincenzo ??? (Vr) 

a questo punto si incolla davanti a ogni indicazione di tempo l'indirizzo del video caricato su youtube seguito dai tre caratteri  ?t=  [ l'indirizzo del video lo si ottiene utilizzando il pulsante "condividi" mostrato nella foto precedente].

 https://youtu.be/mvQTkzQPK4U?t=27m2s  Giovanna Deppi (Cadore Acqua bene comune e PerAltreStrade) 
https://youtu.be/mvQTkzQPK4U?t=32m40s Giancarlo Cecchinato (M5Stelle)
https://youtu.be/mvQTkzQPK4U?t=34m57s Michele Boato 
https://youtu.be/mvQTkzQPK4U?t=45m50s Gianni Tamino 
https://youtu.be/mvQTkzQPK4U?t=50m37s Vincenzo ??? (Vr) 

e poi, utilizzando la funzione "link" presente ormai in qualsiasi text editor, si associa ad ogni nome il rispettivo indirizzo:

 
Giovanna Deppi (Cadore Acqua bene comune e PerAltreStrade)

A questo punto il documento può essere condiviso con i partecipanti alla riunione che possono correggere eventuali mancanze ( nell'esempio il cognome mancante di Vincenzo di Verona) e con chi provvederà a trascrivere e/o riassumere gli  interventi. 

Una volta completato il documento si pubblica dove si ritiene più opportuno.
Si può creare un indice anche direttamente nella pagina di youtube, come quello mostrato nell'immagine in testa a questa sezione. Comparirà cliccando su “mostra altro” nella casella di descrizione del video, ( potete provare qui: https://youtu.be/OsxVMgGpS18 )
Per realizzarlo è sufficiente, quando si carica il video - o anche dopo - digitare nella casella della descrizione del video, il tempo di ogni evento nella forma mm:ss , oppure hh:mm:ss se il video dura più di un'ora. You tube li riconoscerà come mark temporali e li evidenzierà in azzurro.

PER COSTRUIRE I SUPPORTI

Questo modello,  come si vede, permette di regolare l'inclinazione in modo da adeguare l'inquadratura in base all'altezza del tavolo . Consta di una striscia di cartone robusto lunga circa 120 cm opportunamente piegata. Sul davanti, per dare stabilità laterale ed eventuale appoggio a tablet grandi, sono incollati, sovrapposti, tre rettangli di cartone. Un elastico mantiene unite le due estremità a formare la base Qui sotto il supporto disteso con le misure che ho utilizzato.


dettaglio del fissaggio dello smartphone




  







supporto ripiegato per il trasporto.













 Se non si trova del cartone sufficientemente robusto lo si può realizzare incollando assieme più strati di cartone più leggero. 

L'altro modello è più veloce da realizzare, non richiede cartone di buona qualità, però è intrinsicamente più fragile. Gli strati di cartone che compongono la base sono tenuti insieme da elastici e, scorrendo uno sull'altro, permettono di regolare l'inclinazione delle due asticelle verticali ( in questo caso due ferri da calza )


e in caso di emergenza...


Le idee esposte, le immagini e i testi sono da considerare di pubblico dominio. Chi vuole contribuire al miglioramento di questo documento usi i commenti qui sotto.

venerdì 18 aprile 2008

Inceneritori e discariche al Parlamento Europeo

riporto la lettera di Umberto Guidoni , parlamentare europeo, a proposito della nuova normativa quadro sui rifiuti che sarà discussa tra poche settimane in sessione plenaria.

Come si vede rimane di fondamentale importanza aderire all'appello "stop waste incineration"



Cari tutti,

vi ringrazio per aver mandato moltissime mail in merito a questo argomento. Sono contento di vedere cittadini che si mobilitano per migliorare la qualità di vita e, quindi, l'ambiente che che ci circonda.

Ormai da qualche anno mi occupo, insieme ad altri parlamentari europei, di ambiente, della sua tutela e delle stategie che promuovono lo sviluppo sostenibile.

Pochi giorni fa, la commissione Ambiente del Parlamento europeo ha adottato il rapporto, redatto dalla deputata Caroline Jackson (Regno Unito, Popolari), sulla proposta di una nuova direttiva quadro sui rifiuti. Sono stati adottati una serie di emendamenti presentati dal gruppo dei Verdi che, insieme a quelli presentati dal gruppo Socialista e dalla Sinistra Unitaria europea, rafforzano la prevenzione, il riutilizzo e il riciclo dei rifiuti.

Si è riusciti a non far considerare gli inceneritori, indipendentemente dal loro grado di efficienza energetica, come una forma di recupero.

Siamo riusciti a sventare il tentativo fortemente voluto dalla Commissione e dalle lobby di far passare l'incenerimento come un processo virtuoso di recupero di energia e poter così accedere, come accade ancora in vari Stati membri tra i quali anche l'Italia, a soldi e incentivi che dovrebbero essere destinati alle vere energie rinnovabili.
Di particolare rilevanza è stata l'adozione di una gerarchia dei rifiuti, costituita da 5 livelli e con un ordine di priorità ben preciso. Gli Stati membri si devono impegnare per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo, il riciclaggio(e altre forme di recupero) e, ultima istanza, lo smaltimento dei rifiuti, purchè avvenga in modo sicuro ed ecologico.
Altro successo è stato conquistato con la definizione di obiettivi di riduzione e di riciclaggio ben precisi: il 50% dei rifiuti domestici e il 70% di quelli delle costruzioni e degli industriali devono essere riciclati.

Tra alcune settimane, il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria, dovrà definitivamente approvare la direttiva. Nei pochi giorni che mancano, dobbiamo intensificare gli sforzi affinché i buoni risultati raggiunti in Commissione Ambiente non vengano sviliti e affinché i punti maggiormente problematici vengano migliorati. Vi terrò aggiornati sull'esito del voto finale.

Come saprete, infine, la Corte di Giustiza europea ha condannato l'Italia per il mancato rispetto della normativa europea in materia di discariche: l'ennesima condanna che l'Italia subisce in materia ambientale. La Commissione monitorerà l'adeguamento del nostro Paese alla sentenza, in caso contrario ci sarà una procedura d'infrazione che prevede multe dai 10 milioni di euro in su.

Noi continueremo a fare il nostro lavoro, con il massimo impegno e dedizione. Lotteremo con grande passione, propria di chi ha a cuore le sorti del Paese, consapevoli di rappresentare in Europa un popolo che ha voglia di cambiare e che si impegna per costruire un futuro migliore.

Un caro saluto,

Umberto Guidoni
17-apr-2008 16.38

giovedì 20 marzo 2008

PETIZIONE: RACCOLTA DIFFERENZIATA a NAPOLI SUBITO!!!

E' possibile che una petizione on-line possa influenzare il
comportamento del Comune e di ASIA ?
SI ! se in molti la firmano e la FANNO FIRMARE !

la petizione è ospitata su:

http://gopetition.com/petitions/napoli-differenziata-subito.html

ed ha una pagina su:

http://differenziatanapoli.blogspot.com

dove è possibile anche sviluppare un po' di dibattito su come portarla avanti.

lunedì 3 marzo 2008

commenti al piano del Comune di Napoli per le RD

Mi sono letto il piano del Comune di Napoli per le Raccolte Differenziate , e, a parte il fatto che non si capisce perchè da una parte dicono di tendere a "rifiuti zero" e dall'altra si fermano, nel 2012, a coinvolgere 676.000 cittadini nella "raccolta integrata", mi sembra mancare di strumenti operativi ( decreti, ordinanze ... ) per cui occorrerà vigilare e premere finchè non vengono messi in atto.

nel merito ho un paio di osservazioni specifiche:

viene assunto per il primo anno il limite di 60.000 persone per la raccolta differenziata dell'umido dicendo che non ci sono impianti di compostaggio, ma in realtà gli impianti di CDR possono tranquilamente trattare il rifiuto organico ( la famosa FOS - Frazione Organica Stabilizzata - si chiama così perchè proviene da materiali organici contaminati, ma il processo di produzione è lo stesso del compost )

il piano non fa cenno alla possibilità di compostaggio domestico o condominiale con riduzione della tariffa, che, per alcune zone ( Posillipo, Scampia …) potrebbe essere praticabile.
rimane secondo me valida la proposta dell'"università del compostaggio"


per quanto riguarda l’informazione sulle specifiche modalità di raccolta, oltre all’ovvio opuscolo con le istruzioni da distribuire a tutti, proporrei un dvd con una spiegazione fatta da qualche noto attore locale, da distribuire ai portieri, alle parrucchiere, alle salumerie... oltre che, ovviamente , ai vari comitati di cittadini.

per le scuole la cosa più importante è organizzare le visite agli impianti e, dove possibile, il compostaggio fatto a scuola. Magari stimolare con un concorso resoconti video/fotografici ( così lo vedono anche le altre classi e i genitori )

Il materiale informativo di carattere più generale ( come funzionano gli impianti, perchè fare la raccolta differenziata, le esperienze più avanzate in giro per il mondo... ) avrebbe più senso che lo producesse direttamente l'assessorato Regionale .

venerdì 29 febbraio 2008

Il compostaggio a scuola

Riporto volentieri il resoconto di questa esperienza sul compostaggio da poco iniziata al 91° circolo didattico di Napoli (via Zanfagna, zona Fuorigrotta ) grazie alla collaborazione del comitato "terra-terra" . chi fosse interessato può contattare Francesca Saudino 3387107140


Per dare un segnale concreto di risposta, ai bambini e alla città, rispetto all’emergenza rifiuti a Napoli, il 91° circolo didattico insieme ad alcuni cittadini attivi sul tema del riciclo dell’umido e del compostaggio, ha organizzato un’esperienza didattica per il recupero dei residui organici della refezione scolastica al fine di sperimentare tutti insieme come dai “rifiuti” sia possibile recuperare sostanze indispensabili per il nutrimento della terra.
Nella scuola, comunità educativa, non ci limitiamo a parlare di riciclo, bensì sperimentiamo insieme un percorso fatto di gesti semplici e anche “divertenti” come scendere nel cortile, raccogliere le foglie secche ecc che acquistano valore formativo se gli adulti che accompagnano i bambini li aiutano a completare il percorso: se i bambini vedranno il concime, le aiuole fiorite, gli ortaggi maturi, certamente avranno più amore per il pianeta, più conoscenze sulla raccolta differenziata e voglia di continuare a farla!


I bambini, guidati dagli insegnanti, stanno recuperando ciò che avanza dopo il pasto riponendolo nella compostiera autocostruita e situata nel giardino della scuola. In un primo momento i bambini hanno raccolto il rifiuto organico, interrogandosi sui motivi del gesto, il giorno successivo hanno assistito alla costruzione della compostiera, realizzata con una rete metallica a maglie quadre da un centimetro, sistemata a forma di cilindro e ricoperta con una rete e con un coperchio di plastica.


Ora ogni classe recupera lo scarto organico il lunedì e il mercoledì dopo aver mangiato e lo raccoglie in un apposito sacchetto, dopodiché a turno, aiutati dagli insegnanti e dal personale non docente che con grande impegno stanno portando avanti l’esperienza, i bambini versano il contenuto del sacchetto nell’apposita compostiera, insieme con i resti verdi e secchi del giardino.




La scelta di affiancare al recupero di plastica e carta, già attivo da anni nella scuola, il recupero dell’organico nasce dall’idea che tale residuo rappresenta da un lato la parte più fastidiosa dei rifiuti perché mischiandosi e sporcando il rifiuto secco (carta, plastica, vetro ecc) ne impedisce il riciclo e degradandosi produce puzza, attira animali, può essere fonte di malattie. Dall’altro, tuttavia, è anche la parte più ricca e facilmente riutilizzabile dei rifiuti, a vantaggio dell’equilibrio ecologico del pianeta. Infatti mentre l’uso dei concimi chimici sta impoverendo i terreni, il concime prodotto a partire dalla materia organica al contrario contribuisce al loro nutrimento. Inoltre la parte organica, a parere degli esperti, rappresenta circa il 35% del rifiuto urbano. Pertanto, questa esperienza didattica, semplice ed efficace, contribuisce in concreto a ridurre la quantità di rifiuti da riporre nei cassonetti in strada.

Speriamo che questa proposta possa essere uno spunto per altre scuole e per l’amministrazione pubblica.

mercoledì 13 febbraio 2008

L'università del compostaggio domestico

una proposta semplice semplice, economica, di grande efficacia, per creare rapidamente una consapevolezza diffusa e condivisa sul tema del compostaggio dei rifiuti organici.

Dove? in ogni parco cittadino, possibilmente alla Villa Comunale, a Città della Scienza.
Come ? in un'area ben indicata da apposita cartellonistica vengono piazzate venti/trenta compostiere di varia dimensione, ognuna associata a un condominio che si impegna a realizzare la raccolta dell'umido .
ASIA quotidinamente porta i bidoni dell'umido provenienti dai condomini e i giardinieri provvedono a caricare le compostiere (integrando con materiale verde del parco) e a sorvegliare il buon andamento del compostaggio.
Tutto il processo è coordinato e supervisionato da un'istituzione scientifica, ( a logica la più adatta dovrebbe essere l'orto botanico, ma poi dipende dalle circostanze... ) che studia il processo e produce materiale divulgativo in generale sulla raccolta dell'umido e in particolare per i condomini che volessero realizzare in proprio questa esperienza ( con riduzione della tariffa ) . In ogni caso è garantita sul posto la presenza di studenti universitari che partecipano al progetto e forniscono chiarimenti.

p.s. poi ti dici, ma com'è che un'idea così banale non l'ha ancora avuta nessuno ? fai una rapida ricerca e trovi che in Canada lo fanno dal 1990, alla faccia del genio italico !

martedì 12 febbraio 2008

Riciclare gli oggetti

Il criterio per differenziare i rifiuti non è assoluto, ma dipende da come è configurato il sistema di raccolta / riciclo /smaltimento; ad esempio, in una casa di campagna di qulche tempo fa, un rifiuto poteva appartenere a una di queste tre categorie: quelli che finivano nel camino, quelli da buttare nella concimaia, quelli messi da parte in attesa che passasse qualcuno a comperarli.

In Italia, l'attuale assetto del sistema di raccolta /riciclo/smaltimento è in massima parte determinato del famoso decreto Ronchi del 5 febbraio del 1997, che viene poi sostituito dalla quarta parte del D.L 3 aprile 2006, n. 152 che sostanzialmente ne mantiene l'impianto.

Anche se non troppo esplicitamente, il decreto individua nei fatti, nell'ambito dei rifiuti urbani, tre grosse categorie di materiali riciclabili: l'organico, i rifiuti da imballaggi, i beni durevoli.

Il rifiuto "umido" da destinare al compostaggio, è individuato nel punto "q" dell'art. 6 e nel punto "p" del comma 2 dell'art.18

La categoria alla quale viene dedicata più attenzione ( e che, in effetti, costituisce la frazione più abbondante dei rifiuti urbani ) è quella dei rifiuti da imballaggio, regolamentata negli artt. dal 34 al 43 del decreto Ronchi e negli artt.dal 217 al 226 del decreto 152 / 2006.
Per gestire questo tipo di rifiuto (bottiglie e flaconi di plastica, bottiglie di vetro, lattine, scatole di cartone...) viene costituito un apposito organismo, il CONAI che a sua volta si articola in 6 consorzi, ognuno dei quali si occupa di uno specifico materiale: carta, plastica, alluminio, acciaio, vetro , legno .
Il funzionamento del sistema è garantito dal contributo obbligatorio versato ai consorzi dai fabbricanti di imballaggi : il CONAI paga ai comuni il materiale che viene raccolto nelle campane, lo seleziona e a sua volta lo vende a chi lo ricicla ( o lo usa come combustibile ).
Anche se nella prospettiva di "rifiuti zero" non è il massimo, in quanto non favorisce la riduzione degli imballaggi monouso, questo sistema, dove correttamente applicato, permette di recuperare fino al 90 % degli imballaggi che vengono messi in circolazione.

Inoltre assorbe anche quelle frazioni di rifiuto che, pur non essendo imballaggi, sono composti da un unico materiale, come i giornali, le pentole, il legno, alcuni oggetti di plastica.

Nell'art. 44 il decreto Ronchi tratta invece dei "beni durevoli per uso domestico che hanno esaurito la loro durata operativa" stabilendo alcuni principi importanti tra cui:
c) il recupero ed il riciclo dei materiali costituenti i beni;
d) lo smaltimento di quanto non recuperabile da parte dei soggetti che gestiscono il servizio pubblico.
In concreto, però, non veniva prevista alcuna struttura che si occupasse di questa cosa e veniva solo stabilito l'obbligo per i venditori di ritirare frigoriferi, computer,televisori, lavatrici e condizionatori fuori uso nel momento in cui avessero consegnato un prodotto nuovo.

L'idea del recupero dei beni durevoli viene ripresa dal DL 25 luglio 2005, n. 151
che stabilisce le norme relative ai RAEE , ovvero le apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso. ( ulteriori dettagli su wikipedia, che riporta anche l'elenco dei consorzi che se ne dovrebbero occupare )

La separazione di tutti gli apparati elettrici dal resto dei rifiuti, e, soprattutto, dalla frazione organica, è fondamentale, in quanto sono prprio alcuni componenti elettrici ed elettronici le principali fonti di quegli elementi chimici ( mercurio, piombo, cadmio..) che possono rendere problematico l'utilizzo del compost prodotto dalla frazione organica.

Il modo migliore perchè ciò avvenga è instaurare il principio che NESSUN OGGETTO FUORI USO ( ne, tantomeno, ancora utilizzabile) deve finire nel rifiuto indifferenziato. Per questo devono essere immediatamente attivate le cosiddette "riciclerie" ove i cittadini possano conferire qualsiasi tipo di oggetto fuori uso ( dall'accendino al mobile ) ma si potrebbe anche attivare il principio di una raccolta "porta a porta" con cadenza settimanale per qualsiasi tipo di oggetto fuori uso ma "pulito".

E sarebbe buona cosa se al lavoro di cernita e recupero, partecipassero, come tirocinio obbligatorio, tutti gli allievi ingegneri.